Un giorno l'amore chiese all'amicizia: «Ma tu, a cosa servi? Rispose l'amicizia: « Ad asciugare le lacrime che tu fai cadere».
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venerdì 18 maggio 2012
L'amore chiese all'amicizia
La guerra maggiore
In un testo islamico si legge: « Un compagno del Profeta Maometto - su di lui sia la pace e la benedizione di Allah - ci ha trasmesso questo detto del Messaggero di Allah - su di lui sia la pace e la benedizione di Allah -: "Ci sono due guerre, quella maggiore e quella minore. La guerra minore è quella combattuta dagli eserciti; la guerra maggiore è quella combattuta da ogni uomo, dentro se stesso e contro le proprie passioni" ».
C'era una volta un asino
C'era una volta un asino che pascolava in un Prato. Ad un tratto Si accorse di un lupo che aveva intenzione di assalirlo. Allora fece finta di zoppicare. Il lupo gli si accostò e volle sapere la causa per cui zoppicava. L'asino gli disse: «Camminando, ho messo il piede su un cespuglio spinoso. Ora ti prego di togliermi la spina, altrimenti potresti pungerti mentre mi mangi!». Il lupo si lasciò convincere: sollevò la zampa dell' asino e si mise ad osservare attentamente il piede. Mentre era tutto assorto nell'osservare, 1'asino gli sferrò un potente calcio che gli fece saltare tutti i denti! Così malconcio, il lupo se ne andò.
Non dare mai dell'asino a nessuno. Anche gli asini! hanno la loro bella intelligenza capace di toglierli d'impaccio.
Contento di esser vivo
Una volta la talpa, il gatto e l'allodola discutevano tra loro quale fosse la strada per conoscere meglio la vita. La talpa diceva: - Io scavo, io vado alle radici della realtà! - Il gatto diceva: - Io guardo attento e scatto al momento giusto! - L'allodola diceva: - Io volo alto e di là osservo come gira il mondo - Ad un tratto i tre sentirono un canto allegro: era un usignolo. - Che fai? - gli domandarono? - Io? Io sono semplicemente contento d'essere vivo! -
Convertire e convertirsi
U n missionario, richiamato in patria dal suo vescovo, fu invitato a impegnarsi a fondo per convertire i fedeli europei. Gli uomini e le donne della nuova par:occhia lo ascoltarono dapprima con interesse, ma con il passare dei mesi la loro attenzione si affievolì. Un giorno un amico di passaggio chiese al missionario: . « Perché continui a predicare? Ormai la gente non ti ascolta più! ». L'altro rispose: «La mia esperienza mi aiuta a vivere. Volevo trasformare il mondo e cambiare la gente a ogni costo. Ora continuo a parlare di Cristo per cambiare me stesso».
Elogio alla lentezza
Può risultare interessante il seguente detto islamico: « La lentezza viene da Dio, la fretta dal demonio».
I libri sacri
«I maestri antichi scrissero i libri sacri, i loro figli si sforzarono di metterli in pratica, le generazioni successive li impararono a memoria, le ultime li stamparono in milioni di copie, la nostra generazione, l'ultimissima, li ha dimenticati sugli scaffali ».
I ponti
Quando Dio creo il mondo, tutto era perfetto, la sfera terrestre era liscia e tutti vivevano insieme pacificamente. Ma un giorno il diavolo, invidioso, graffiò profondamente la terra, facendo apparire burroni e fiumi. E la gente si trovò divisa. Vedendo come gli uomini si cercavano e piangevano, Dio dette loro un ponte sicuro perché potessero ricostruire le relazioni interrotte: dette loro la parola! Sì: la parola è il ponte più prezioso che esista tra gli uomini. Lo dice bene lo scrittore Luciano de Crescenzo, quando mette in bocca a Socrate questa riflessione: «Dammi ascolto, o Critone, è la parola il vero dono di Dio, è il dialogo l'unica alternativa che hanno i nemici per evitare le contese. Beati coloro che parlano, anche quando parlano troppo!». La pace è la vittoria del dialogo sulla forza.
Il pensiero della morte
Il santo Antonio esortava i suoi monaci con queste parole: - E bene meditare le parole dell' apostolo "Ogni giorno affronto la morte". Se anche noi vivremo cosi, come se ogni giorno dovessimo morire, non peccheremo. Questo significa che ogni giorno, quando ci svegliamo, dobbiamo pensare che non arriveremo fino a sera e, di nuovo, al momento di coricarci, dobbiamo pensare che non ci sveglieremo più. La nostra vita è incerta per natura e, giorno per giorno, è misurata dalla provvidenza - .
giovedì 17 maggio 2012
Il problema dell'avaro
Una volta un avaro andò dal medico e gli disse: «Dottore da quando ho comprato il frigorifero, non riesco più a dormire!». Il dottore: «Forse vibra troppo?» «No, il mio problema è un altro, è un terribile dubbio: quando chiudo lo sportello, la luce si spegne o rimane accesa e consuma?»
L'avarizia è la madre della cupidigia e la cupidigia genera il maledetto complesso dell'accumulo che ci tarantola così tanto da toglierei il sonno, perché trasforma un ottimo servo (il. denaro) in un terribile padrone.
Il Re e iI chicco di riso
La tradizione induista ci tramanda . questo racconto: I «Un giorno il Re del cielo annunciò la sua comparsa nel mondo degli uomini. La città fu in subbuglio, si fecero preparativi imponenti, folle immense si schierarono ai lati della strada. Nell'ora stabilita, il cielo si aprì e comparve il Grande Signore. Guidava un cocchio dorato, tirato da dodici cavalli bianchi che si avviarono tra due ali di folla osannante. Dopo un poco, il Re fermò i cavalli, abbandonò le redini e scese dal cocchio. Individuato un povero mendicante che si trovava lì per caso, gli si avvicinò. Stese la mano e chiese: "Cos'hai da darmi?". L'uomo restò confuso, perché era povero e non possedeva alcunché. Alla fine tastò la bisaccia che conteneva il riso mendicato nell'ultima settimana, infilò la mano, trasse un chicco e lo diede al Gran· Signore. Il Re disse: "Grazie", salì sul cocchio e continuò il giro. Giunta la sera ! svuotata la bisaccia, il mendicante scoprì sul tavolo un chicco di riso diverso dagli altri: il chicco era d'oro puro! A quel punto, l'uomo esclamò: "Che stupido sono stato! Perché non ho dato al Re tutta la bisaccia?". Questa storia contiene un grande insenamento: ogni cosa offerta a Dio, ci ritorna indietro sotto forma di inaudita ricchezza»,
Dal barbiere
Un giorno Archelao, re della Macedonia andò dal barbiere. Questi, subito, gli domandò: «Come vuole che le tagli i capelli?» Archelao rispose: «In silenzio» Gli antichi dicevano: «Custodisci il silenzio, ed il silenzio custodirà te». IJ filosofo Pitagora insegnava ai suoi alunni che «chi parla semina, chi tace raccoglie».
Il valore della sofferenza
Due ostriche giacevano in fondo al mare e parlavano tra loro. Una disse: <<Ho addosso un gran male. Sento dolore. Qualcosa di duro e di pesante mi tormenta>>. L'altra rispose con orgoglioso compiacimento: <<Ringraziando l'Oceano Mare, io invece sto bene. non ho alcun dolore e sono sana dentro e fuori>>. Un'aragosta che passava di lì, e che aveva udito la conversazione, disse all'ostrica che era sana dentro e fuori <<Amica è vero, tu stai bene e hai salute. Ma non vedi che la tua vicina porta in sè una perla preziosa, grande di bellezza straordinaria. Hai parlato senza pensare, perchè non hai capito che il bene, quando è grande, spesso è figlio della sofferenza. Come molte cose che valgono.
Il vincitore
Satana si presentò a un uomo santo nel momento della morte ed esclamò: - Mi hai vinto! - L' altro rispose: Ancora non so -
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