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domenica 6 maggio 2012

La disputa tra Gesù e il diavolo


Il diavolo si rivela conoscitore della Scrittura, sa citare il Salmo con esattezza. L'intero colloquio della seconda tentazione si configura come un dibattito tra due esperti della Scrittura: il diavolo vi appare come teologo, osserva a questo proposito Joachim Gnilka. Vladimir Solov'èv ha ripreso questo tema nel suo Racconto dell'Anticristo: l'Anticristo riceve la laurea honoris causa in teologia dall'Università di Tubinga; è un grande esperto della Bibbia. Con questo racconto Solov'èv ha voluto esprimere in modo drastico il suo scetticismo nei confronti di un certo tipo di esegesi erudita del suo tempo. Non si tratta di un no all'interpretazione scientifica della Bibbia in quanto tale, bensì di un avvertimento massimamente salutare e necessario di fronte alle strade sbagliate che essa può prendere. L'interpretazione della Bibbia può effettivamente diventare uno strumento dell'Anticristo. Non è solo Solov'èv che lo dice, è quanto afferma implicitamente il racconto stesso delle tentazioni. I peggiori libri distruttori della figura di Gesù, smantellatori della fede, sono stati intessuti con presunti risultati dell'esegesi. Oggi la Bibbia viene assoggettata da molti al criterio della cosiddetta visione moderna del mondo, il cui dogma fondamentale è che Dio non può affatto agire nella storia - che dunque tutto ciò che riguarda Dio deve essere collocato nell'ambito del soggettivo. Allora la Bibbia non parla più di Dio, del Dio vivente, ma parliamo solo noi stessi e decidiamo che cosa Dio può fare e che cosa vogliamo o dobbiamo fare noi. E l'Anticristo ci dice allora, in atteggiamento di grande erudito, che un'esegesi che legga la Bibbia nella prospettiva della fede nel Dio vivente, prestandogli ascolto, è fondamentalismo; solo la sua esegesi, l'esegesi ritenuta autenticamente scientifica, in cui Dio stesso non dice niente e non ha niente da dire, è al passo con i tempi. La disputa teologica tra Gesù e il diavolo è una disputa che riguarda ogni epoca e ha come oggetto la corretta interpretazione biblica, la cui domanda ermeneutica fondamentale è la domanda circa l'immagine di Dio. La disputa sull'interpretazione è in ultima istanza una discussione su chi è Dio. Questa discussione intorno all'immagine di Dio, di cui si tratta nella disputa sulla corretta interpretazione della Scrittura, si decide però concretamente nell'immagine di Cristo: Egli, che è rimasto senza potere mondano, è davvero il Figlio del Dio vivente? Joseph Ratzinger, Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, Rizzoli, 2007, p.57-59